(di Antonello Sacchi) "Persone, imprese, lavoro: la sfida del cambiamento" è il titolo del convegno che ANLA organizza a Gaeta il prossimo 16 maggio, occasione per riflettere sul cambiamento d'epoca che stiamo vivendo in relazione ai temi che da sempre sono a cuore all'Associazione Nazionale Lavoratori Anziani.
Proseguiamo nel cammino di avvicinamento al Convegno intervistando il prof. Andrea Michieli che interverrà nel panel "Il lavoro, una dimensione fondamentale dell'uomo". Andrea Michieli è assegnista di ricerca in Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Diritto pubblico, internazionale e comunitario) e docente a contratto presso lo stesso Ateneo. E' direttore dell'Istituto di diritto internazionale della pace "Giuseppe Toniolo". È autore del volume «La partecipazione nei rapporti economici. Il compito disatteso della Repubblica» (Giappichelli, Torino, 2024) e di saggi in materia di dottrina dello Stato, costituzione economica e sistemi elettorali.
Professore, perché i costituenti vollero il lavoro a fondamento della Repubblica?
Ci sono diverse ragioni per le quali i padri e le madri costituenti vollero porre il lavoro a fondamento della Repubblica. Possiamo sintetizzarle in tre. La prima è di ordine storico: per i costituenti fondare la Repubblica sul lavoro significava superare regimi di privilegio; il lavoro è il contributo personale che ciascuno può dare alla costruzione comune: di questo sforzo personale e costruttivo vive la democrazia; non delle situazioni cristallizzate di potere (economica e politico) ricevute per rendita. Questo primo significato storico, si connette al secondo, di stampo antropologico e sociale. Il lavoro infatti è momento di sviluppo della personalità, sia perché permette di manifestare la propria creatività personale, sia perché è occasione di socialità ed incontro. In terzo luogo, il fondamento lavoristico individua un'idea precisa di democrazia. Una democrazia che, con le parole di Giuseppe Dossetti, possiamo definire "sostanziale" perché non si ferma ai meccanismi politici, ma dovrebbe conformare anche i rapporti economici. Anzi, per i costituenti era la democrazia economica (a partire dal lavoro) che aveva una forza istituente per una democrazia politica che non fosse solo formale, come nello Stato liberale.
In epoca di IA, che significato assume il dire che il lavoro è una dimensione fondamentale delluomo?
Mi pare che per rispondere a questa domanda, le tre ragioni, esposte in precedenza, per le quali i costituenti posero il lavoro a fondamento della Repubblica, offrano una mappa solida. Direi che proprio in un tempo in cui gli strumenti digitali sono estremamente potenziati, il lavoro assume una fondamentale dimensione per: rimuovere i poteri occulti e conformare quelli privati che creano situazioni di privilegio non conformi al disegno costituzionale; creare occasioni di nuova relazionalità e intermediazione, di fronte al tentativo progettuale di alcune piattaforme di isolare gli individui nelle loro "bolle" personali e sociali; per garantire una circolarità tra dimensione democratica delle le istituzioni politico-democratiche e l'andamento delleconomia.
Professor Michieli, secondo lei oggi il lavoro è ancora un valore?
Mi pare che il paradosso odierno sia che il lavoro creativo dell'uomo torni ad avere centralità, poiché alcune mansioni (sia cognitive sia "di fatica") sono assorbite ed eseguite da strumenti digitalmente potenziati. Lo vediamo nell'industria 5.0 o nelle grandi aziende di sviluppo, in cui il contributo dei lavoratori è essenziale per l'innovazione e la crescita. Il problema semmai è di attribuire a tale lavoro un valore giuridico, un riconoscimento che vada al di là della mansione, e si estenda a tutta la "persona che lavora". Il rischio infatti è che, anche in questa rivoluzione digitale, il lavoro sia degradato a un bene della produzione, piuttosto che riconosciuto come un diritto e un valore perché inscindibile dalla persona. In questo senso, la costituzione nel suo versante economico non è stata pienamente attuata, ma è ancora attualissima: la dimensione democratica sostanziale e la partecipazione nei rapporti economici rappresentano oggi gli strumenti attraverso cui ridare pieno valore al lavoro.
Non sei ancora
iscritto ad ANLA?
Scopri come entrare a far parte dell'Associazione.
Convenzioni
Scopri tutte le offerte e convenzioni riservate esclusivamente agli associati ANLA
scopri di più
Esperienza
La rivista mensile di attualità, cultura e informazione della nostra Associazione. Per i soci anche online.
scopri di piùNewsletter
Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere tutte le notizie e gli aggiornamenti dell'Associazione.