(di Antonello Sacchi) Ognuno di noi avverte quanto meno un'inquietudine di fondo e risulta difficile anche il solo pensare a qualcosa che lenisca questa inquietudine. Direi che oggi risulta difficile anche il solo pensare. Viviamo un tempo esagerato: tutto sembra essere "al di là" di qualcosa, al di là del limite, qualunque esso sia.
Tuttavia, è il nostro tempo, questo stiamo attraversando. Comprendere la nostra realtà non lascia spazio all'immaginazione e ci può dare gli strumenti per vivere meglio. Proviamo allora a guardarla senza trascendere, come se avessimo di fronte l'affresco di Raffaello "La scuola di Atene" e seguissimo Aristotele nel suo indicare la Terra.
Subiamo troppe sollecitazioni nel quotidiano che ci costringono a correre più veloce. Questa velocità è compatibile con la vita umana? Ci sentiamo inadeguati soprattutto di fronte alla scienza che ci dona strumenti sempre più semplici da usare e complessi da gestire nelle conseguenze. Al tempo stesso comprendiamo quanto siamo lontani dal sapere e dal conoscere, perché conoscere non è più un conoscere per cause ma per correlazione.

Quanto ancora può essere utile l'esperienza che ogni vita accumula e che trasmette ad una nuova vita come chiave interpretativa della realtà?
È stato detto che in fondo, la nostra unica ricchezza è il tempo. Da qui le esortazioni a reimparare a gestire il nostro tempo, darci nuove regole per gestire le novità, una nuova etica che ci educhi a gestire la tecnologia, dai cellulari alla IA. Cosa è davvero il tempo?
Siamo di fronte a un confronto non risolto: la persona, che ricapitola in sé millenni di crescita intellettuale e spirituale, e la tecnologia, frutto del lavoro della persona, nuova, potente, capace di autonomia. Come gestire questo rapporto? Antico e nuovo hanno davvero bisogno di regole nuove per disciplinare il loro rapporto?
Viviamo nel paese più "anziano" al mondo dopo il Giappone. Abbiamo sempre meno figli solo ed unicamente per motivi economici, pur presenti e pur rilevanti?
Forse abbiamo smesso di camminare, abbiamo smesso di sperare. Siamo a corto di motivazioni.
La filosofia nacque dalla meraviglia, da un misto di stupore e terrore, di fronte al più grande di noi, all'ignoto, a ciò che non comprendevamo. Abbiamo iniziato un percorso che ci ha insegnato a interrogarci per capire, per conoscere, per arrivare alla verità. Che cos'è la verità?
Crediti fotografici: iStock.com/ den-belitsky
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