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Ripartiremo

(di Antonello Sacchi) Cari amici, vi offro oggi tre suggestioni per il numero 40 di questa newsletter, 40 settimane consecutive in vostra compagnia in mezzo alla pandemia, newsletter voluta e "costruita"con l'unico scopo, spero centrato, di "tenerci insieme", di dirci che ANLA c'è e ci sarà ancora, per donarci un sorriso reciproco e aiutarci a sperare nella certezza di una nuova partenza. Non a caso il numero di dicembre di Esperienza, in corso di spedizione, è intitolato "Ripartiamo".

La prima suggestione riguarda quanto abbiamo vissuto circa un anno fa, il 16 dicembre 2019: l'udienza privata che Papa Francesco ha voluto concedere a noi di ANLA. Qui potete leggere il testo completo del suo discorso 

Riporto qui solo alcuni passaggi del discorso del Santo Padre a noi rivolto: "Le persone anziane, sul piano sociale, non vanno considerate come un peso, ma per quello che sono veramente, cioè una risorsa e una ricchezza. Sono la memoria di un popolo!"... "In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una espansione dell'impegno degli anziani nel volontariato e nell'associazionismo, in quanto terreno ottimale di realizzazione di un'anzianità attiva e protagonista nella costruzione di una comunità solidale"..."E veniamo così al secondo aspetto: la vecchiaia come stagione del dialogo. Il futuro di un popolo suppone necessariamente un dialogo e un incontro tra anziani e giovani per la costruzione di una società più giusta, più bella, più solidale, più cristiana. I giovani sono la forza del cammino di un popolo e gli anziani rinvigoriscono questa forza con la memoria e la saggezza"... "Considerando e vivendo la vecchiaia come la stagione del dono e la stagione del dialogo, si contrasterà lo stereotipo tradizionale dell'anziano: malato, invalido, dipendente, isolato, assediato da paure, lasciato da parte, con una identità debole per la perdita di un ruolo sociale"... "Cari amici, vi ringrazio per quanto fate nel campo della promozione delle persone anziane. Siate ovunque presenza gioiosa e saggia".

La seconda suggestione riguarda la signora Denise. Nel marzo scorso la signora ha preferito rinunciare al posto in terapia intensiva per lasciarlo a chi, più giovane, ne avesse avuto bisogno.  Non ci sono parole per descrivere la bellezza e la forza benefica di questo gesto e lo lascio alla riflessione di ognuno. Penso ai tanti medici e infermieri che non si sono mai arresi, penso ai tanti volontari che non si sono mai fermati%u2026 La persona umana ha bisogno non solo di un vaccino contro il male fisico del Covid-19 ma anche di un vaccino contro il male morale che questo difficile periodo ha acuito, un vaccino questo che può solo nascere dalla bontà delle persone.

Infine un ricordo che lascio alle note di una canzone, "Giulio Cesare" di Antonello Venditti. Parla della fatica di crescere, dei Mondiali di calcio, dei campioni di calcio della giovinezza. Ciao Pablito, ci mancherai.

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