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Rigenerare la democrazia

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) L'appuntamento referendario appena concluso ha spinto ad una affluenza inaspettata dei cittadini. Solo alcuni giorni prima molti commentatori parlavano di aumento dell' astensionismo, di lontananza dai temi della politica e di una attenzione dei cittadini concentrata sulla vita quotidiana personale e familiare. Non è andata così, soprattutto tra i giovani dai 18 ai 34 anni: quasi due su tre sono andati a votare.

Tuttavia dopo ogni tornata elettorale si ripropone il tema della partecipazione e dello stato di salute della nostra democrazia, in difficoltà e sempre più fragile. A livello internazionale sono cadute quelle convinzioni che ci hanno accompagnato per decenni: l'idea che la democrazia, unita al libero mercato,   si sarebbe affermata come forma globale della vita sociale; e che la democrazia  fosse un modello di società pronta all'uso, da applicare senza mediazioni alcuna sui regimi autoritari. Due abbagli che hanno prodotto crisi internazionali e conflitti  devastanti  nonostante fossimo consapevoli   che   un sistema democratico vive di principi e di valori  praticati con modelli sociali inclusivi, dentro un contesto storico favorevole  e   nell'esperienza concreta dei cittadini

In Italia e in Europa la crisi della democrazia è stata segnata anche dall'aumento di sfiducia verso le istituzioni favorita dallo spostamento verso l'alto delle decisioni politiche a scapito delle sedi più ampie e partecipate. Sono evidenti    la restrizione delle competenze e del ruolo dei Parlamenti a favore  degli esecutivi impostati su una visione leaderistica e personalistica dei poteri di governo, a cui si aggiunge lo scollamento degli eletti dagli elettori e lo svuotamento del dibattito interno ai partiti che da luoghi di analisi collettiva della realtà e di formazione   sono diventati  per lo più comitati elettorali al servizio dei gruppi dirigenti.

Di fronte a questa crisi  molta  opinione pubblica si è convinta che    per fronteggiare fenomeni complessi come l'emigrazione, le crisi finanziarie sempre più frequenti, gli shock geopolitici e le difficoltà dei sistemi produttivi, abbiamo bisogno di iniezioni robuste di autoritarismo o addirittura consentire la restrizione dello Stato di diritto e delle libertà.

Crisi irreversibile? No, a condizione che da parte di tutti (istituzioni,  politica,  società civile) si risvegli il desidero civile di rigenerare la nostra democrazia. Abbiamo bisogno di una democrazia governante che assuma decisioni effettive e sappia porle in pratica in tempi rapidi e in modo efficace. Abbiamo bisogno di un governo ragionevole e ponderato dei fenomeni complessi che si affacciano sempre più di frequente sullo scenario nazionale e internazionale. Un  movimento verticale affiancato alla pari da quello orizzontale  di partecipazione dei cittadini alla "fatica" di fare democrazia: processi di deliberazione ben governati, coprogrammazione e coprogettazione, bilanci partecipati e amministrazione condivisa... La democrazia si difende facendo più democrazia e non riducendo gli spazi o accentrando le decisioni.

Un quadro di prospettiva lo offre Papa Francesco nella Evangelii Gaudium. Quattro principi per una convivenza sociale inclusiva, aperta e democratica: il tempo è superiore allo spazio, l'unità prevale sul conflitto, la realtà è più importante dell'idea, il tutto è superiore alla parte. Quattro principi che ci possono aiutare a ripensare la  democrazia e orientare il nostro impegno anche in associazione. Tradotti in maniera semplice  e certo incompleta ci ricordano che occorre generare processi piuttosto che dominare spazi di potere;   che il conflitto va assunto e riconosciuto senza subirlo; che occorre aprirsi alla realtà mantenendo viva la tensione  con gli ideali; che  coltiva la prospettiva della ricerca dell'unità, di un destino comune, assumendo le parti e valorizzando le differenze. 

Una traccia, un metodo per ripensare una politica alla grande.

 

 

(Crediti fotografici: iStock.com/ jacoblund)

Pubblicato il 26 marzo 2026

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