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Radici culturali e spirituali dell'Europa

Il libro nasce da un'occasione precisa: la relazione tenuta insieme al cardinale Paul Poupard e al filosofo Vittorio Mathieu a Roma il 20 giugno 2002 nella seduta inaugurale del Convegno europeo "Verso una Costituzione europea". Il convegno, svoltosi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, presente l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, trae origine da un precisa preoccupazione di quella fase storica, la redazione di una Costituzione europea, progetto poi abbandonato nel 2005 per la mancata ratifica da parte di alcuni Paesi e successivamente in parte recuperato con il Trattato di Lisbona (2007). 
 

A prescindere dalla Costituzione, nacquero allora tutta una serie di interrogativi di carattere etico. Si può parlare di uomo europeo? Si può parlare eventualmente di una rinascita di questo concetto? Scrive l'autore, il filosofo Giovanni Reale, 1931-2014.: "Sono profondamente convinto della verità di quanto affermato da Max Scheler: "Mai e in nessun luogo i semplici trattati creano da soli una vera comunità; infatti, al massimo essi la esprimono". Prosegue l’autore: "Una comunità ha radici culturali e spirituali che trascendono i principi razionali puramente astratti e la dimensione delle leggi giuridiche ed economiche. Una Costituzione rischia di rimanere una costruzione "geometrica" artificiale se non fa riferimento a un soggetto che, al di là di ogni diversità, possieda un'unità spirituale di fondo". 

Il problema era ed è tuttora molto più ampio: identificare valori comuni che cementino la coesione sociale. Riformula Reale il pensiero di Paul Lutzeler: "Non si può costruire una casa comune europea senza ricostruire non solo l'idea di Europa, ma anche e specialmente l'idea dell'uomo europeo conforme alle sue identità".

Reale, grande studioso dell’età classica e in particolare di Platone per cui i suoi studi sono una tappa imprescindibile nella creazione di un curriculum accademico, non può che citare il fondatore dell’Accademia nel finale del libro X della Repubblica: "Oggi più che mai emerge la profondità dell’intuizione platonica: "lo Stato non è se non un’immagine rispecchiata e ingrandita  dell'anima dell'uomo, in quanto il vero Stato viene costruito in primis et ante omnia nell'interiorità dell'uomo, nella sua anima". 

Deve sentirsi veramente europeo  chi è chiamato ad abitare la Casa Europa, altrimenti essa non sussiste.

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