(Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) "Persone, imprese, lavoro: la sfida del cambiamento". Una missione, quasi una vocazione: fin dalla fondazione Anla ha dedicato spazio e riflessioni ai temi del lavoro e al ruolo che hanno svolto e svolgono le imprese per lo sviluppo del paese. Lo abbiamo fatto approfondendo i meccanismi, le logiche che regolano il mercato del lavoro: una realtà complessa, non sempre di facile lettura, indisponibile a soluzioni semplici e affrettate. Una dizione, quella di mercato del lavoro, che ci è sempre apparsa limitante, legata a una visione del lavoro solamente strumentale: ma il lavoro non è sono una prestazione, è anzitutto un contributo al bene comune.
A noi piace parlare di comunità del lavoro, e delle imprese nelle loro varie articolazioni: imprese private, pubbliche, imprese sociali, imprese cooperative. Un ecosistema plurale nel quale riteniamo sia possibile per i lavoratori partecipare e costruire relazioni positive per dare un senso al proprio impegno professionale. Non siamo degli ingenui, non vogliamo proporre una visione angelicata del lavoro. Ne conosciamo le debolezze, le fratture sociali, i salari che non crescono, la precarietà e l’insicurezza, il processo di individualizzazione nell’ approcciare il lavoro soprattutto tra le giovani generazioni. Nelle ultime indagini sulle prospettive di vita, il valore che si dà al lavoro risulta agli ultimi posti, come a dire che la vita è da un'altra parte, che il lavoro nonostante gli si dedichi un tempo preponderante della vita non rappresenta più un spazio generativo per la propria realizzazione personale. Una buona parte dei lavoratori italiani dichiara che non si sente coinvolta attivamente, che non trova nel lavoro uno spazio capace di mobilitare le proprie energie; mancano riconoscimenti, fiducia, modelli organizzativi più partecipati e una formazione permanente per governare il cambiamento e fare innovazione per davvero.

Dunque, ci troviamo di fronte ad una sfida impegnativa: parlare di lavoro e di impresa oggi significa parlare del futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti, del futuro del paese di fronte a un tempo segnato da transizioni profonde, tecnologiche, sociali e ambientali. Un cambiamento d'epoca, come ci ricordava Papa Francesco, che vedrà il lavoro trasformarsi e assumere altre forme. Le nuove tecnologie, l'intelligenza artificiale, la digitalizzazione produrranno cambiamenti ben più profondi rispetto a quelli che abbiamo conosciuto in altre epoche. Ma noi continuiamo a credere che il lavoro sia il cuore della dignità della persona, e che non potrà mai essere sostituito del tutto dalle macchine. Certo il lavoro è fatica e responsabilità ma è anche una straordinaria opportunità per le persone a contribuire e partecipare ad un bene condiviso superando l'interesse individuale. I temi del lavoro e delle comunità aziendali sono complessi, a volte conflittuali, in esse vivono esigenze e aspettative diverse. Ma siamo convinti che le sfide che abbiamo davanti se affrontate con sapienza e lungimiranza soprattutto nella contrattazione collettiva a livello territoriale possano trovare una sintesi. Sicurezza, salari giusti, nuove competenze e più qualità del lavoro per incrementare la produttività, spazi di lavoro inclusivi e cooperativi, il superamento della frattura generazionale e quella di genere che impoveriscono il tessuto produttivo: sono tutti obiettivi da perseguire congiuntamente con un nuovo patto tra istituzioni imprese e sindacato. Il lavoro è per sua natura un'azione generativa collettiva, una forma di amore civile, tanto che il diritto al lavoro ha una dimensione relazionale, un diritto che non vive nella solitudine e che può essere goduto pienamente solo in comunità.

Ci auguriamo che il lavoro torni ad essere un progetto condiviso, che entri nell’agenda politica. Alcuni provvedimenti legislativi come la legge sulla partecipazione alla vita economica, o il cosiddetto decreto legge 1 maggio contengono passaggi che meritano la nostra attenzione, ovviamente senza nascondere gli elementi di criticità tuttora presenti. Anche l'accordo di Anla con Confindustria raccoglie l’urgenza sentita da molti di una agenda per il lavoro che costruisca nelle aziende uno spazio di dialogo e di reciprocità, una opportunità per far fiorire una stagione di speranza.
Ringrazio Giuseppe Rinaldi e il direttivo regionale di Anla per l’impegno profuso alla realizzazione di questo seminario nazionale. Ringrazio la Geberit che ci ha donato spazio e sostegno apportando al convegno un valore aggiunto, ringrazio le autorità presenti e ringrazio i relatori che ci accompagneranno in questa mattinata ricca di contenuti e di esperienze. Per una riflessione che vada oltre le contrapposizioni, che provi a partire da uno sguardo onesto e competente della realtà e dalla condivisione piena dei valori costituzionali dedicati al lavoro.

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