(di Antonello Sacchi, direttore di Esperienza) La legge 33 del 2023, Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane, è stata approvata senza un voto contrario sia alla Camera che al Senato ed è frutto del lavoro svolto nella Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana e in quella interministeriale voluta dal Presidente Mario Draghi. "In entrambe ho avuto l'onore ed il piacere di lavorare" ha sottolineato l'arcivescovo mons. Vincenzo Paglia che abbiamo intervistato per un punto della situazione sulla legge stessa.

"Don Vincenzo", spesso presente nel dibattito sociale e culturale nazionale, è da anni ben noto ai nostri lettori e ai nostri associati: lo abbiamo ascoltato come relatore nelle Summer School del 2020 a Castel Gandolfo e del 2022 a Venezia, nel webinar ANLA durante la pandemia di Covid e nella presentazione del suo libro "L'età da inventare" organizzata da ANLA a Casalecchio di Reno, il 29 aprile 2022, con la partecipazione del cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi. Mons. Paglia, compiuti 80 anni, ha lasciato la guida della Pontificia Accademia per la vita.
Pubblichiamo qui un breve passo della sua intervista che sarà pubblicata per intero sul prossimo numero di marzo-aprile del nostro periodico Esperienza.
Don Vincenzo, partiamo dalla legge 33/2023.
Io sono molto lieto che il Governo italiano abbia promulgato questa legge. Perché è indubbiamente una conquista di civiltà il cambio di paradigma che questa legge propone, ossia che la società si prende cura dei suoi anziani, quindi passare da un intervento prestazionale, ossia si interviene quando c'è bisogno, ad una presa in carico di tutti i propri anziani perché restino nelle loro case o anche, e talvolta anche meglio, nei piccoli cohousing nell'ambiente dove sono sempre vissuti, proprio perché questi ultimi anni della vita che ci viene data siano anni dignitosi, anni dove la, come dire, conclusione del proprio itinerario non sia abbandono e solitudine, ma appunto una convivenza che va vissuta, una vita che va vissuta nella sua pienezza. Ecco perché in questo senso allora la vecchiaia diventa una risorsa e non un abbandono, diventa un'età bella, con tutti i suoi limiti, ma nello stesso tempo un momento di grande dignità. Per questo penso che questa legge, che deve essere implementata attraverso delle sperimentazioni, sia un esempio particolarmente positivo.
A che punto siamo, dal suo punto di vista, nell'attuazione della legge?
Dobbiamo dire che finalmente iniziano in questi mesi delle sperimentazioni di questa legge. Alcune regioni hanno già legiferato, penso alla Sicilia, al Lazio, alla Lombardia in modo particolare, con fondi sia regionali ma la nuova finanziaria prevede un piccolo ma importante aiuto, perché in alcune realtà, faccio l'esempio a Roma, a Tor Bella Monaca ed anche i monti Simbruini e i monti Ernici per le aree interne, in Sicilia ciascuna delle ASL vuole attuare una sperimentazione e in Lombardia nella zona vicino Brescia, e a dire che gli anziani di queste aree, verranno, come dire, aiutati senza che nessuno sia abbandonato, quindi attraverso la telemedicina, attraverso nuovi operatori sociali, attraverso l'impegno del Terzo settore, sia pubblico che privato, in modo che nessun anziano, in questi contesti, parliamo dagli ottant'anni in su, sia abbandonato, ma tutti possono essere, come dire, accuditi a seconda dei loro bisogni, attraverso quella che chiamiamo assistenza domiciliare socio sanitaria integrata continuativa.
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