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Lo stato di salute del SSN

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Il Report della Fondazione Gimbe pubblicato in queste settimane ci offre un quadro  competente e realistico sullo stato di salute del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), che significa  andare a comprendere quanto la tutela del diritto alla salute per tutti i cittadini sia ancora garantita nel nostro paese. 

Andiamo ad evidenziare i dati che ci  aiutano da una parte a fare una fotografia onesta sulla sanità e, dall’altra, individuare direzioni e  prospettive di intervento affinché il SSN continui a svolgere un servizio universalistico. Vediamo qualche elemento.

Il finanziamento, a partire dal 2010, sottraendo la quota erosa dall'inflazione, è rimasto sostanzialmente al palo. Dal 2010 il fondo nominalmente è cresciuto di 37,5 miliardi, ma una volta depurato dalla inflazione nel 2026 è sostanzialmente tornato al punto di partenza. Rimane così intatto il divario tra noi e l’Europa: 3.900 euro spesi annualmente per la salute di ogni italiano, 1.000 euro in meno rispetto alla media europea. Non solo, negli anni abbiamo disinvestito nel capitale più prezioso, quello dei  medici e infermieri a cui abbiamo sottratto nel decennio 36 miliardi: nel 2012 gli stipendi di dipendenti e convenzionati assorbivano il 39,7% della spesa sanitaria pubblica, nel 2025 appena il 36,9%. Da qui la fuga nel privato: un medico su quattro, e un infermiere su 5, sono usciti dal servizio pubblico. 

Se lo Stato spende meno,  le famiglie sono le più esposte pagando di tasca propria 42,4 miliardi nel 2025, ai quali si aggiungono quasi 7 miliardi intermediati da fondi e assicurazioni. Non è un caso che le  polizze sanitarie siano cresciute in un anno del 12,7%, per non parlare dei 5,8 milioni di cittadini intrappolati nelle liste di attesa o che hanno rinunciato a visite e analisi.

Veniamo all’oggi. 

Se il ministro Schillaci e le regioni chiedono per il prossimo anno 6,5 miliardi in più di quanto già programmato nella prossima manovra di bilancio, il Documento programmatico di finanza pubblica appena approvato indica una spesa sanitaria del 6,3% del PIL dal 2077 al 2029, insufficiente secondo lo stesso ministro. Si rischia di aprire un buco di 32 miliardi nei prossimi tre anni. Senza nuove risorse in legge di bilancio 2027 inevitabilmente aumenterà la pressione sui bilanci regionali pagata dai cittadini con maggiori imposte  e meno servizi. 

Se questi sono alcuni dei tanti elementi problematici illustrati da Fondazione Gimbe, riproponiamo alcune linee di azione che lo stesso Report propone alle forze politiche e sociali.

Anzitutto il personale: non basterà solo aumentare i posti a medicina e infiermieristica, ma va reso più attrattivo il Servizio Sanitario Nazionale. Servono  retribuzioni competitive, condizioni di lavoro sostenibili, prospettive di carriera e valorizzazione delle competenze. I medici ci sono, il problema è attrarli e trattenerli. Quelli che mancano davvero sono gli infermieri, una grave carenza  strutturale anche rispetto alla media europea: ne abbiamo il 29% in meno con una retribuzione inferiore al 27%. 

Una strategia lungimirante ha bisogno di un sistema efficiente  di monitoraggio, di verifica e di valutazione di impatto sull'accessibilità ai servizi territoriali e alle case di comunità, sulla prevenzione e sugli esiti sulla salute dei cittadini. Una strategia di lunga durata deve prevedere la ridefinizione dei LEA anche per superare i divari regionali. In agenda va stabilito anche un nuovo patto tra pubblico e privato perché non si può dare che cresca il privato privato mentre quello convenzionato sia rimasto al palo. Da ultimo, l'ingresso del digitale nelle tecnologie sanitarie.

Domande che attendono risposte concrete e verificabili che ci auguriamo di leggere nelle agende di programma delle forze politiche che animeranno la prossima stagione elettorale: obiettivi chiari, risorse definite e tempi certi, responsabilità ben delineate e monitoraggio rigoroso dei risultati. Al centro  di tutto il valore  della vita e della dignità e la presa in carico della persona, di tutte le persone.

 

 

Crediti fotografici

iStock.com/ Chinnapong 

iStock.com/ Igor Vershinsky

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