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Il valore della relazione

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Alcuni giorni fa ci siamo ritrovati a Roma, nella sede nazionale della nostra Associazione, per preparare nel migliore dei modi la giornata del 2 ottobre, la Festa dei nonni. Un incontro fruttuoso con Benedetta Landi, autrice del Rapporto ANLA 2025. 

La chiave interpretativa attorno alla quale ruota il secondo Rapporto ANLA è costituita dall'indagine e dall'approfondimento della relazione tra nonni e nipoti, paradigma di un rapporto basato sulla costruzione del futuro e sull'aver cura per chi dovrà viverlo.

La stagione che stiamo vivendo pare andare in direzione opposta. Nel mondo si stanno consumando stragi di minori nell'indifferenza generale: sono decine di migliaia i morti nella Striscia di Gaza sotto i bombardamenti o per fame, sono migliaia i bambini ucraini rapiti dai russi per essere rieducati o i bambini che muoiono in Sudan e nelle guerre civili che stanno insanguinando il continente africano. Senza dimenticare casa nostra dove sono in aumento i reati contro i minori certificati dal Ministero degli Interni: violenza fisica e sessuale, sfruttamento, pedopornografia, abbandono in famiglia, emarginazioni, povertà educativa. 

Accanto, silenziosamente e sotto traccia, si aggiungono comportamenti "infastiditi", neppure più censurati dall'opinione pubblica, per la presenza dei bambini negli spazi pubblici: sui mezzi di trasporto pubblico ("fanno perdere tempo") o nei ristoranti "child free" ("disturbano e rompono l'atmosfera"). Non riapro il capitolo della carenza dei servizi di welfare per l'infanzia e di sostegno ai genitori, alle mamme in particolare. Per non parlare di tempo davvero libero e creativo offerto senza troppi costi a carico delle famiglie: il tempo pieno, gli oratori, lo sport per tutti, i campi estivi durante la chiusura delle scuole spesso gestiti da organizzazioni di Terzo settore. 

Sembra che tutto operi per renderli invisibili a noi tutti. Ma questa rappresenterebbe la peggior condanna per un paese che invecchia! Paese che invecchia non solo fisicamente ma soprattutto nei pensieri e nella capacità di tratteggiare il futuro, più intristito e accartocciato su se stesso.

Eppure come ci ricorda Giovanni Valentini in un articolo di poche settimane fa siamo stati tutti bambini. "Sono loro l'avvenire della umanità, anche per chi non ha figli o nipoti. Siamo stati messi al mondo, allevati e cresciuti, protetti fino alla maggiore età. Abbiamo giocato, studiato, vissuto sotto la cura e l'affetto dei nostri genitori e dei nostri nonni. Non dovremmo mai dimenticarcene".

Per questo la nostra Associazione mai si stancherà di promuovere laddove possibile percorsi di crescita intergenerazionali: negli incontri con i ragazzi nelle scuole, sul lavoro favorendo con i gruppi aziendali anziani lo scambio delle competenze, nel sociale perorando la causa dei genitori che vogliono avere bambini e e che chiedono di essere "riconosciuti" dalla Repubblica come vuole la Costituzione, in famiglia come genitori o nonni che gustano la bellezza stupefacente del prendersi cura di un bambino che cresce. 

 

(Crediti fotografici: iStock.com/ Halfpoint)

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