(di Antonello Sacchi) Non è mai troppo tardi, lo ricordava il maestro Alberto Manzi. Era allora l'Italia del boom economico che voleva crescere e recuperare il tempo perso. Oggi possiamo dire lo stesso in un'Italia che cerca di ritrovare se stessa sperando, con tutto il mondo, di uscire presto dalla pandemia. E' stato ricordato recentemente che da una crisi si può uscire migliori o peggiori, mai come prima. Un'opportunità che abbiamo tutti noi per migliorarci e migliorare l'ambiente in cui viviamo è puntare sulla formazione personale. In questo campo il limite non è dettato dalla nostra anagrafica ma solo dalla presunzione di sapere tutto e di non avere più bisogno di approfondire. Socrate ce lo ricordava, l'unica certezza è sapere di non sapere.

Cosa significa? Che dobbiamo sfruttare ogni occasione per informarci, leggere, documentarci, accrescere quel patrimonio personale di conoscenze e competenze che ci consentono di avvalerci delle opportune categorie interpretative per affrontare i fatti della vita. In questi giorni, nelle poche "zone gialle" d'Italia, sono stati riaperti i musei. La cultura è strada maestra per avvicinarci a quella bellezza che salverà il mondo proprio perché in grado di innalzare il nostro pensiero - qualcosa di simile alla biblia pauperum delle nostre chiese medievali - e dato che abbiamo la fortuna, purtroppo poco sfruttata, di vivere in un Paese che è un museo a cielo aperto, avvalerci di questa possibilità è importante per iniziare a riprendere in mano la nostra vita. ANLA nelle sue regioni, ad esempio la Toscana, ma davvero dappertutto nei suoi gruppi, da sempre propone ai suo tesserati la possibilità di compiere gite o viaggi nella cultura: è una dimensione che ci appartiene: torneremo a farli, in tutta sicurezza, rispettando le norme sanitarie. Per ora, nelle regioni in fascia gialla, approfittiamo, dove possibile e sempre in sicurezza rispettando le norme, dell'apertura dei musei: il che significa fare visite di persona, esperienze concrete, maturare sensazioni nel silenzio, lontani dalle troppe ed eccessive parole, tornare alla meditazione accanto alle opere d'arte del passato. Il silenzio dei grandi ci aiuterà a disintossicarci anche dell'eccessivo ricorso al digitale, necessario ma che va saputo dosare.
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