(di Benedetta Landi) Negli ultimi anni l’attenzione mediatica e il dibattito pubblico si sono concentrati spesso sul fenomeno dell’immigrazione, che ha assunto dimensioni via via crescenti tanto da far diventare i Paesi dell’Europa meridionale, in particolare Italia e Spagna, il principale polo europeo di attrazione di flussi migratori. Questo ha fatto sì che l’attenzione nei confronti del fenomeno opposto, ossia quello dell’emigrazione italiana, passasse in secondo piano. I dati ISTAT però ci mostrano come, al 1° gennaio 2025, gli iscritti all’AIRE fossero oltre 6,4 milioni, tanto da poter quasi parlare di un’altra Italia fuori dall’Italia.
Le migrazioni non riguardano mai solo chi parte, bensì anche tutto il contesto familiare, che inevitabilmente va incontro a ridefinizioni nei ruoli e nelle dinamiche relazionali. Oggi sono sempre più numerose le famiglie che si trovano divise tra due o più Paesi. Nella terza edizione del Rapporto ANLA si è scelto di dar voce proprio a queste famiglie, nella consapevolezza che esse richiedano maggiore riconoscimento e meritino di veder valorizzati i propri punti di forza e le proprie peculiarità.

Nello specifico, si è deciso di indagare la prospettiva di una categoria specifica di emigrati, ossia quella composta da minori di età compresa tra i 7 e i 17 anni. Il nostro obiettivo è stato fin da subito quello di comprendere quali significati assumono i legami intergenerazionali all’interno delle famiglie “expat”, in che modo i bambini e gli adolescenti emigrati all’estero – o nati nel Paese di emigrazione dei genitori – vivono il rapporto con i propri nonni rimasti in Italia, e come questi ultimi possano rappresentare un ponte tra generazioni e culture, contribuendo a trasmettere ai più giovani la lingua e le tradizioni italiane. Desideravamo inoltre approfondire il modo in cui si sviluppa l'identità, in bilico tra attaccamento alle proprie radici e apertura verso un futuro sempre più globale e multiculturale, e come cambiano le dinamiche educative in contesti transnazionali. Attraverso la somministrazione di un questionario, è stato raccolto il punto di vista di questi bambini e ragazzi.
Si è inoltre scelto di affiancare alla voce dei ragazzi anche quella degli adulti, raccogliendo attraverso una serie di interviste le testimonianze di persone che vivono a vario titolo l’esperienza della migrazione: genitori expat, che parlano delle motivazioni che li hanno spinti a lasciare l’Italia e delle sfide che quotidianamente devono affrontare per crescere i propri figli in assenza della rete di supporto fornita dalla famiglia allargata; nonni che vivono in Italia e devono fare i conti con la lontananza dai propri figli e dai propri nipoti; professionisti che nel loro lavoro si occupano di affiancare e supportare le famiglie expat. La ricerca in oggetto ha cercato di affrontare questa vasta tematica attraverso molteplici prospettive, con l'obiettivo di esplorare le sue diverse sfaccettature e offrire al lettore un quadro interpretativo più completo.

Il Rapporto ANLA 2026 “Nonni e nipoti cittadini del mondo”, contenente i risultati di questa ricerca che ha coinvolto 44 minori e 13 adulti, verrà presentato a Firenze il 2 ottobre.
Crediti fotografici:
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