(di Antonello Sacchi)
Se questo è un uomo
"Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando a sera / Il cibo caldo e visi amici: / Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per mezzo pane / Che muore per un sì o per un no. / Considerate se questa è una donna, /
Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare / Vuoti gli occhi e freddo il grembo / Come una rana d'inverno. / Meditate che questo è stato: / Vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore / Stando in casa andando per via, / Coricandovi alzandovi; / Ripetetele ai vostri figli./
O vi si sfaccia la casa, / La malattia vi impedisca, / I vostri nati torcano il viso da voi".
Primo Levi, 1947 (tratto da "Per non dimenticare", pubblicazione voluta nel 2015 dall'allora Ministro dell'Istruzione, dell'Universita e della Ricerca Stefania Giannini)
Oggi, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria. 81 anni fa le truppe dell'Armata Rossa giunsero al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e videro l'orrore, lo fecero conoscere al mondo.
Oggi la Repubblica Italiana vive la celebrazione del "Giorno della Memoria" al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Sono intervenuti la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e il Ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
La Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau, ha portato la sua testimonianza intervistata da quattro studenti. Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Associazioni degli ex internati e deportati, della Comunità ebraica, e autorità politiche, civili e militari. Prima della cerimonia il Capo dello Stato ha premiato le scuole vincitrici del Concorso nazionale promosso dal Ministero dell'Istruzione "I giovani ricordano la Shoah". In occasione della premiazione sono intervenuti la Presidente dell'UCEI, Di Segni, e il Ministro Valditara.
La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica, il cui testo completo vi invitiamo a leggere cliccando qui, che rivolgendosi alla senatrice Segre ha detto: "Cara Senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l'affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati. Volgarità e imbecillità che non ne riducono la gravità: il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella un'azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione Europea"
Riprende poi il Presidente Mattarella: "Ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell'inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento. Come se quella discesa dolorosa - ricordata, studiata, analizzata - al punto più oscuro della storia dell'umanità, riservasse sempre la scoperta di nuovi episodi, di nuove pagine, di un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine. La caccia agli ebrei, le deportazioni su carri bestiame, le selezioni, il freddo, le torture, la fame, gli esperimenti medici, le esecuzioni di massa, le camere a gas, le ciminiere dei crematori, le marce della morte. Famiglie smembrate e distrutte, omicidi brutali, violenze inaudite, condotte con sadismo o con burocratica impassibilità. Non soltanto una barbara e improvvisa esplosione di odio e di violenza razziale, quanto una presunta ideologia, una cosiddetta politica, un vero e proprio sistema di morte costruito negli anni, con malvagia determinazione, fondato sull'odio razziale".
Il presidente Mattarella invita a riflettere sulla menzogna più grande: "Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa. La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica. Ma la grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, nelle menti perverse di ideologi e di gerarchi, si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l'antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea. Fu così che la pretesa inferiorità razziale, teorizzata, proclamata, insegnata e, infine, tradotta in legge, portò ineluttabilmente all'individuazione degli ebrei - una minoranza assai ridotta dal punto di vista numerico - come il pericolo per la sopravvivenza del popolo, della nazione. Come notarono acutamente Adorno e Horkheimer, gli ebrei vennero bollati come male assoluto dagli adepti del male assoluto, e cioè dai nazisti. « Per i fascisti - scrivono i due filosofi - gli ebrei non sono una minoranza, ma l'altra razza, il principio negativo come tale ; la felicità del mondo intero dipende dalla loro distruzione. »".

Ancora oggi. Sottolinea il Capo dello Stato: "Di queste menzogne si sono nutriti i totalitarismi del Novecento. Se ne alimentano ancora oggi razzismo e antisemitismo. A queste menzogne attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori".
La Repubblica italiana si appresta a festeggiare gli 80 anni. Sottolinea il presidente Mattarella: "Quest'anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia. Come ha scritto il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste «è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica.» La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano".
Nella Repubblica non c'è posto per l'odio. Continua il Capo dello Stato: "Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso. Questa cerimonia è l'occasione per esprimere, con orgoglio e con responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica, incancellabile e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia".
Crediti fotografici: iStock.com/ MWayOut
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