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Il Giorno della Memoria 2021

(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA)  Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche entrano in Auschwitz: una giornata che   l'assemblea dell'Onu il 1 novembre 2005 ha riconosciuto   come "giorno  della memoria"  per commemorare le vittime dell'Olocausto. In Italia la giornata viene istituita qualche anno prima con la legge  211 del 20 luglio 2000 che all'articolo 1 recita:

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordate la Shoah ( sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato vite e protetto i perseguitati".

Ho voluto ricordare le tappe  che hanno portato all'istituzione  di questa giornata, penso ci aiutino a comprendere i tempi talvolta troppo lunghi e i percorsi del dibattito  storico culturale necessari per maturare una scelta.

Ora un pensiero in più.

Memoria, ricordo%u2026: sono parole che  useremo in questo giorno, come pure  in   altri momenti della nostra vita. Il significato etimologico di ricordare è  "richiamare in cuore", richiamare   quanto è accaduto per prendersi  cura e responsabilità del presente e del futuro,  vigilando e,  se necessario,  combattendo perché non accada più. Ho visitato  anni fa i campi di sterminio in Polonia, un viaggio della memoria in compagnia di pochi, nell'ascolto e nel silenzio. Porto con me il sentimento di sgomento che provai nello scoprire l'uso maniacale e puntuale  della razionalità, l'efficienza dell'organizzazione, l'intelligenza, la  cura dei particolari,  il non lasciare nulla al caso , persino una banda musicale per l'accoglienza%u2026 e altro, messi  a disposizione del male assoluto, di un male scandito in  una quotidianità ordinata. Lo sgomento  cresceva in me  giorno dopo giorno perché quegli   strumenti   normalmente li  utilizziamo al meglio per organizzare  la vita nostra e  della  comunità. Come era potuto accadere?

Dedico questi pensieri a   Charlotte Salomon, una ebrea tedesca uccisa ad  Auschwitz   a 26 anni. Era un'artista, i suoi 769 quadri realizzati con la tecnica "gouache" si rifanno  ai colori (usa solo il rosso giallo e blu)  e alle ambientazioni di Van Gogh e Chagall;  raccontano la sua vita, l'ascesa del nazismo in Germania e il potere di Adolf Hitler, l'internamento del padre e la costrizione a lasciare Berlino per fuggire in Francia dai nonni per poi essere catturata . Le  sue opere  furono messe in salvo da Georges Moridis, a cui Charlotte Salomon affidò i suoi quadri prima di partire per l'esilio il Francia dai nonni dove fu poi catturata dai nazisti. Ora  si trovano allo "Joods Historisch Museum" di Amsterdam, dove sono arrivate dopo la guerra e il salvataggio della memoria di Charlotte ad opere di Moridis.

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