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Il Giorno del Ricordo 2026

(di Antonello Sacchi, direttore di Esperienza) Oggi, 10 febbraio, il nostro Paese celebra e vive il Giorno del Ricordo: l'Italia fa memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo forzato degli italiani nel secondo dopoguerra da Istria, Fiume e Dalmazia. È una memoria voluta dalla legge, 30 marzo 2004 nr. 92, che non impone ma sancisce un riconoscimento tanto voluto e desiderato da parte di chi allora fu "vittima" a vario livello. La Repubblica italiana ha celebrato la ricorrenza con una manifestazione alla Camera dei Deputati, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e delle più alte cariche dello Stato. Numerose le sollecitazioni: custodire la memoria, diffondere la conoscenza di quanto avvenne, l'appello contro ogni tipo di negazionismo e l'invito a costruire insieme, tutti, una società libera da pregiudizi e discriminazione. In più interventi è stata ricordata la strage di Vergarolla, a Pola, avvenuta il 18 agosto 1946.

In occasione del Giorno del Ricordo, ha reso noto l'ufficio stampa della Camera, la Camera dei deputati espone a mezz'asta la bandiera nazionale e quella europea in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale e la facciata di Montecitorio viene illuminata con il tricolore della bandiera italiana dal tramonto di martedì 10 febbraio all'una di mercoledì 11 febbraio. In apertura gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana e del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, quindi gli interventi e le testimonianze di: Toni Concina, Presidente onorario dell'Associazione Dalmati, Gianni Oliva, storico, Abdon Pamich, campione olimpico italiano.

È stato proiettato un estratto del documentario "Il Marciatore", tratto dal libro autobiografico di Pamich e letto un passaggio del libro "Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio", di Mario Ravalico, da parte di Silvia Siravo, attrice del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, diretto da Paolo Valerio. La cerimonia si è aperta con l'inno italiano e si è conclusa con l'inno europeo, eseguiti, insieme alla sinfonia di Vivaldi "Al Santo Sepolcro", dal Conservatorio "Giuseppe Tartini" di Trieste. Sono state premiate le scuole vincitrici del Concorso nazionale "Il Giorno del Ricordo", indetto dal Ministero dell'Istruzione, da parte del Presidente della Camera, del Presidente del Senato e del Ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.

"La popolazione italiana pagò il prezzo più caro di una contesa territoriale esasperata dalla sconfitta bellica. Ma nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare donne e uomini inermi, bambini, anziani" ha sottolineato nel corso del suo intervento il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha sottolineato "Confrontarci con le tragedie del passato ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide presenti e future. Siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società dove non ci sia posto per alcuna discriminazione o intolleranza, per consegnarla in eredità alle giovani generazioni".

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato l'importanza della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo, alla cui stesura ha contribuito, e l'omaggio alle vittime della foiba di Basovizza reso insieme, tenendosi per mano, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal suo omologo sloveno Borut Pahor nel luglio 2020

Il presidente del Senato ha sottolineato: "Oggi ricordiamo le vittime, ricordiamo il loro dolore, ricordiamo la vergogna perpetrata e guardata, ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che che portava gli esuli in Italia nel febbraio del 1947, per quel latte che era destinato ai bambini e che invece in quell'occasione venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli e per l'oblio nel quale molti di loro lasciammo. Ricordare e tramandare è un atto di verità, di amore e di giustizia che per fortuna non è stato più dimenticato".

 

 

 

 

Crediti fotografici: Quirinale.it

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2026

 

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