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I vantaggi del bilinguismo – intervista alla Logopedista Valentina Giannini

(Benedetta Landi)  La stesura del Rapporto ANLA sui nonni 2026 ci sta dando la possibilità di ascoltare la voce dei protagonisti di queste migrazioni contemporanee e di creare connessioni e sinergie importanti con le associazioni e i professionisti che si occupano di supportare le famiglie italiane all’estero. Le interviste di alcuni di questi genitori, nonni ed esperti verranno raccolte all’interno della pubblicazione in uscita a ottobre, ma desideriamo dare a tutti i lettori un’anticipazione dei contenuti, riportando alcuni stralci di queste interviste, nonché alcuni approfondimenti sul tema.

Una delle principali questioni che emergono nel momento in cui si parla di famiglie expat è quella del bilinguismo o multilinguismo. Destreggiarsi tra due o più lingue (quella di origine, quella del Paese di approdo e spesso una terza lingua – come ad esempio l’inglese) può non essere semplice, e decidere quale privilegiare in famiglia e nelle relazioni con i propri figli può generare dubbi e difficoltà: da un lato ci si vuole integrare al nuovo Paese e inserirsi nel nuovo contesto linguistico, ma dall’altro non si vogliono perdere le proprie radici e l’identità italiana, delle quali la lingua rappresenta una componente importante. Gli studi dimostrano come il bilinguismo abbia innegabili vantaggi da un punto di vista cognitivo e sociale, ma mantenere questo fragile equilibrio tra più mondi, culture e lingue nella quotidianità può risultare complesso.

Per approfondire questa tematica ci siamo affidati a Valentina Giannini, Logopedista Multilingue, che da sei anni vive nei Paesi Bassi con la sua famiglia. Conosciuta sui social come LogopedistaVale, la dott.ssa Giannini offre servizi di Logopedia e Parent Coaching in presenza e online, e si occupa anche di supportare bambini e genitori italiani all’estero. Lei stessa ha affermato di essersi trovata ad un certo punto a vivere le stesse difficoltà sperimentate dai bambini con i quali era solita lavorare: «Imparare l’olandese da adulta mi ha insegnato più di qualsiasi corso di aggiornamento: ho vissuto sulla mia pelle cosa significa essere lenta, insicura, e spesso frustrata». L’esperienza di expat è stata quindi determinante nel suo lavoro, permettendole di conoscere da dentro le difficoltà linguistiche che i suoi pazienti sperimentano e di trovare le strategie più adatte per supportarli.

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Giannini di parlarci meglio del suo lavoro, di illustrarci quelle che sono le principali richieste di supporto che riceve da parte di famiglie multiculturali, e di spiegare quali sono i vantaggi del multilinguismo.

 

Nel suo lavoro, quali sono le richieste più frequenti che i genitori le portano?

«Le richieste più frequenti che ricevo dai genitori riguardano soprattutto alcune paure legate allo sviluppo del linguaggio nei bambini multilingue. La prima è la paura che i bambini non parlino o che inizino a parlare più tardi rispetto ai coetanei monolingui. Un’altra difficoltà molto comune è quella dei bambini che comprendono perfettamente la lingua dei genitori ma tendono a rispondere nella lingua della comunità, creando frustrazione o preoccupazione nei genitori riguardo alla trasmissione della lingua d’origine. In generale, emerge spesso anche la difficoltà di gestire in modo coerente due o più lingue nella quotidianità, mantenendo equilibrio e continuità senza sentirsi sopraffatti.»

Quali strategie possono essere messe in campo per aiutare queste famiglie?

«Un primo suggerimento importante è mantenere la lingua d’origine in modo naturale e costante, senza trasformarla in una “lezione”. La chiave è usarla in contesti reali, significativi e quotidiani, così che il bambino la associ a momenti di relazione e non a un obbligo. Un’altra strategia è creare routine linguistiche chiare, ad esempio leggere sempre un libro nella lingua di casa prima di dormire, oppure dedicare momenti specifici della giornata in cui si usa solo quella lingua. Per quanto riguarda le attività pratiche, funzionano molto bene i giochi simbolici e interattivi. Ad esempio il gioco del “negozio” o del “ristorante”, dove il bambino e il genitore interpretano ruoli e usano la lingua target in modo spontaneo. Un altro esempio è il “memory” con immagini: si girano due carte e si nomina quello che raffigurano nella lingua di casa. Questo gioco può essere personalizzato con ogni tipo di argomento e creato comodamente a casa, basta stampare due copie di una raccolta di immagini, tagliarle ed è fatta! Infine, è utile non correggere in modo eccessivo, ma piuttosto offrire il modello corretto, così da mantenere alta la motivazione e ridurre la pressione sul bambino.»

Quali sono i vantaggi del multilinguismo?

«I vantaggi del multilinguismo sono diversi e riguardano sia lo sviluppo cognitivo che quello sociale e, in prospettiva, anche le opportunità future. Dal punto di vista mentale, il multilinguismo favorisce una maggiore flessibilità cognitiva, perché abitua a passare da una lingua all’altra (con il suo vocabolario, la sua grammatica, le sue regole) in modo molto veloce. Questo aiuta il multitasking ed è molto utile sia a scuola che a lavoro. A livello sociale, aiuta a sviluppare maggiori abilità relazionali, perché imparare più lingue significa anche allenarsi a mettersi nei panni dell’altro (teoria della mente) e a comprendere diversi modi di pensare e di comunicare. Infine, in età adulta, apre più possibilità sia a livello professionale che personale, ampliando le opportunità di studio, lavoro e relazione in contesti internazionali.»

 

Grazie al Rapporto ANLA 2026 potrai approfondire ulteriormente il tema del bilinguismo: oltre ad analizzare il rapporto tra nonni italiani e nipoti expat, infatti, esamineremo anche il tema della costruzione dell’identità transnazionale e delle modalità con le quali la lingua e la cultura italiana possono essere tramandate nonostante la distanza, ad esempio attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. I nonni possono rappresentare un ponte tra generazioni e culture, contribuendo a trasmettere ai più giovani tradizioni, lingua e cultura italiane? Partecipa alla ricerca, il tuo contributo sarà fondamentale per rispondere a questa domanda! Ricordiamo che possono partecipare alla ricerca bambini/e e ragazzi/ di età compresa tra i 7 e i 17 anni, che abbiano origini italiane e nonni residenti in Italia, ma che vivano all’estero, in quanto emigrati (e attualmente residenti) in un altro Paese, o perché nati nel Paese di emigrazione dei genitori. È possibile compilare il questionario fino al 10 giugno. Grazie a tutti coloro che ci aiuteranno, partecipando alla ricerca o condividendola con familiari e amici all’estero!

 

Crediti fotografici

iStock.com/ricochet64

 

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