(di Edoardo Patriarca, presidente nazionale ANLA) Non stiamo vivendo un tempo entusiasmante. Negli anni Novanta ci si augurava buone vacanze nella certezza che sarebbero stati giorni sereni per noi e per le nostre famiglie. Oggi viviamo nell'incertezza sul futuro e nella precarietà della vita lavorativa e di quella esistenziale. Ciò nonostante, non siamo esentati dall'impegno: spetta ancora alle generazioni più mature presidiare il futuro non per sé o per tutelare i diritti acquisiti ma per continuare a crescere insieme ai giovani.
Lo abbiamo scritto, i disagi del mondo adolescenziale in realtà riflettono i disagi di un mondo adulto disorientato, confuso e per questo in difficoltà ad educare, a "tirar fuori" i desideri, le speranze, i talenti dei ragazzi. A proporre una via testimoniata affinché scoprano nella libertà la propria: se non si educa a camminare, a sperimentare la fatica, sarà poi difficile caminare in autonomia sui sentieri scelti.
I giovani desiderano incontrare adulti significativi e autorevoli che hanno vissuto e testimoniato una vita di virtù e di formazione permanente. Formarsi continuamente per non rassegnarsi alla cultura del post, del battutismo in politica (c'è chi riesce a farlo pure in rima), alle semplificazioni tanto banali da apparire ai più pure interessanti. I dati di una indagine OCSE annotano che un terzo degli adulti in Italia si trova in condizioni di analfabetismo funzionale: sanno leggere e scrivere ma faticano a comprendere e utilizzare le informazioni lette. Con l'avanzare della età perdono le competenze cognitive e analitiche acquisite negli anni nonostante il buon bagaglio di partenza. Destino ineluttabile o piuttosto la scelta di accomodarsi e smettere di interessarsi al mondo, di apprendere e rigenerare le proprie conoscenze? Ma che vita è questa? Rimaniamo dunque vigili su noi stessi, non lasciamoci andare in un decadimento culturale del giorno dopo giorno, spesso impercettibile, che butta a mare un patrimonio di vita straordinario e prezioso per coloro che ci sono vicini, indispensabili per mantenerci in forma.

La formazione permanente diventa efficace solo nella relazione intergenerazionale: domande e risposte cercate insieme che interpellano e approfondiscono ciò che magari noi riteniamo poco rilevante e non lo è affatto, e parlare di tutto quello che ci viene incontro, di politica, di quello che sta accadendo nelle guerre più vicine a noi, quella a Gaza e in Ucraina, delle scelte compiute dall'attuale amministrazione USA e gli effetti che esse avranno sull'economia europea, delle troppe povertà che vivono nel paese, dello stato della nostra sanità. E della dimensione personale: gli affetti, i sentimenti, il senso che diamo al nostro agire quotidiano per formarsi a diventate adulti significativi con una vita vissuta nella ricchezza delle relazioni, il cuore della nostra esistenza.
Mi piace rileggere l'episodio assai noto del dialogo di Gesù con Marta e Maria. Marta indaffarata a preparare il pranzo, Maria che si mette ad ascoltare Gesù. Marta che si lamenta e Gesù che difende Maria. Che insegnamento possiamo trarre? Il nostro fare genera vita se non dimentica il senso del proprio agire: far crescere attorno a sé relazioni di amicizia, relazioni di amicizia tra le generazioni. I nonni non sono solo welfare (Marta) ma anche incontro (Maria) per continuare a crescere e formarsi insieme.
Buone vacanze nel segno di Marta e Maria. Ci rivedremo ai primi di settembre.
(Crediti fotografici: iStock.com/ DragonImages )
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