(di Antonello Sacchi) Fa caldo. Mai frase potrebbe essere più ovvia in questa rovente “quarta ondata di calore” che stiamo vivendo. Tuttavia, lo sapete che fino a poco meno di 200 anni fa, in Europa vivevamo una Piccola Età Glaciale (PEG)? Andiamo con ordine e registriamo le bizzarrie del clima, ricordando da subito che l’uomo ci mette del suo a far andare male le cose…

Iniziamo molto in là con gli anni… 24000 anni fa, durante la glaciazione wurmiana, il livello del Mediterraneo era più basso di 125 metri, Corsica e Sardegna erano unite, al posto del mar Adriatico c’era una desolata pianura fra l’attuale delta del Po e l’Abruzzo, si andava a piedi da Ancona a Zara. Troppo indietro con gli anni? Avete ragione. Avviciniamoci ai nostri tempi, senza dimenticare che ancora 6000 anni fa il Sahara era verde ed abitato.
Quante volte abbiamo sentito dire, o diciamo noi stessi, che il comportamento di una persona è legato al variare del meteo? Beh, possiamo dirlo ragionando in grande con il professor Kyle Harper dell’Università dell’Oklahoma che qualche anno fa ha scritto “Il destino di Roma. Clima, epidemie e la fine di un impero”. Dati alla mano, il professor Harper dimostra che l’ascesa di Roma avvenne in un clima particolarmente favorevole per lo sviluppo umano, in particolare le piogge favorirono l’agricoltura. Viceversa, la crisi irreversibile dell’Impero Romano, a partire dal sec. III d.C., si è accompagnata ad una concomitante crisi climatica segnata da epidemie, fra tutte peste e vaiolo.

Qualche fatto rilevante? Nel 426 a.C. c’è una delle maggiori eruzioni della storia. Dove? Non si sa ancora. Tuttavia le testimonianze storiche, una su tutte Tito Livio (59 a.C. - 17 d.C.), concordano nel ricordare siccità e malattie fra cui la peste in Atene descritta da Tucidide. Nell’inverno del 400 a.C. Livio ricorda che tanta era la neve caduta a Roma – e noi che ci lamentiamo quando cadono pochi centimetri! – che le strade erano ostruite e il Tevere era non navigabile. Dionigi di Alicarnasso (60 a.C. - 7 a.C.) stima in oltre due metri la neve caduta in quell’anno a Roma. Si conosce invece la località di un’altra terribile eruzione, quella del vulcano Okmok II in Alaska, che fra il 43 e il 42 a.C. fece abbassare di oltre tre gradi la temperatura nella penisola italica. Altre eruzioni fecero sì che la quarta decade del sec. VI è la più fredda dalla nascita di Cristo ad oggi.
Passiamo ora alla testimonianza, indiretta, di un santo, Sant’Agostino che a proposito dell’inverno del 275 a.C. scrive: “Quell'inverno fu memorabile perché incredibilmente rigido al punto che a causa delle nevi, le quali rimasero a una preoccupante altezza per quaranta giorni anche nel foro, perfino il Tevere gelò” (La Città di Dio, III, cap. XVIII). Per inciso, abbiamo notizie di ulteriori glaciazioni del Tevere prima della nascita di Cristo: nel 398, 396, 271 e 177. Tevere che non solo ghiacciava… inondava Roma! Nel 5 d.C. sommerse per otto giorni la Città eterna, cosa che farà ancora circa sette secoli dopo.

Non solo Roma… nell’ 853 ghiaccia la laguna veneta, che si ripeterà nel 1441-1442, nel 1491 quando i lupi correvano per i canali di Venezia ormai percorribili a piedi, nel 1594. Nel 1604 alla vigilia di Natale ghiaccia l’Arno a Firenze.
Nel 1077 ghiacciano Tevere e Po al punto che si possono attraversare con i carri. Fra 1132 e 1133 un’ondata di gelo ghiaccia il Po da Cremona al mare e ogni strada è ricoperta dalla neve. Il 21 agosto 1199 nevica a Modena. Siamo ormai prossimi alla PEG di cui parlavamo in apertura, che afflisse l’Europa dal 1250 fino al 1870. Il freddo dovuto all’oscuramento del sole a seguito di grandi eruzioni causa le carestie che sono alla base della grande pestilenza del 1348.
Numerosissimi sono gli esempi di queste anomalie che ebbero nel passato cause naturali fra cui spaventose eruzioni vulcaniche e variazioni dell’attività solare. Tuttavia questo non deve essere considerato un alibi per negare quanto sta accadendo nel clima. Scrive infatti Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana in “Breve storia del clima in Italia”: “La differenza sta nel fatto che la causa dell’attuale riscaldamento non è piú naturale ma risiede nelle enormi emissioni di gas climalteranti da parte dell’umanità e che l’aumento di temperatura attuale e previsto in futuro non ha eguali nella storia degli ultimi 100 000 anni e ci sta portando in un territorio climatico «inesplorato» e potenzialmente ostile. La concentrazione attuale di CO2, pari a 423 ppm, è al massimo valore da almeno 14 milioni di anni, cioè da ben prima della comparsa della specie umana".
Crediti fotografici: iStock.com/Maksim Safaniuk
Crediti fotografici: iStock.com/ e55evu
Crediti fotografici: iStock.com/ Mark Edward Smith
Non sei ancora
iscritto ad ANLA?
Scopri come entrare a far parte dell'Associazione.
Convenzioni
Scopri tutte le offerte e convenzioni riservate esclusivamente agli associati ANLA
scopri di più
Esperienza
La rivista mensile di attualità, cultura e informazione della nostra Associazione. Per i soci anche online.
scopri di piùNewsletter
Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere tutte le notizie e gli aggiornamenti dell'Associazione.