(A cura di Antonello Sacchi)
Questa, infatti, è la legge del beneficio [fare il bene] che riguarda due persone: l’una deve subito dimenticare di averlo dato; l’altra non deve mai dimenticare di averlo ricevuto. Lucio Anneo Seneca, 4 a.C. – 65 d. C., de beneficiis, Libro VII
Chi vuole determinare tutto con le leggi, stimolerà i vizi piuttosto che correggerli. Ciò che non può essere proibito deve essere necessariamente concesso, sebbene spesso ne segua un danno. Quanti mali infatti, non nascono dal lusso, dall’invidia, dall’avidità, dall’ubriachezza e da altre cose simili? Queste sono tuttavia tollerate perché non possono essere proibite per ordine della legge, sebbene siano in realtà vizi; per cui a maggior ragione deve essere concessa la libertà di giudizio, che è certamente una virtù, né può essere repressa. Baruch Spinoza, 1632 – 1677, Trattato teologico – politico.

Fatigate per il vostro interesse, niuno uomo potrebbe operare altrimenti, che per la sua felicità sarebbe un uomo meno uomo: ma non vogliate fare l’altrui miseria, e se potete e quando potete studiatevi di far gli altri felici. Quanto più si opera per interesse, tanto più, purchè non si sia pazzi, si debb’esser virtuosi. È legge dell'universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri. Antonio Genovesi, 1713 – 1769, Autobiografia e lettere.
(Crediti fotografici: iStock.com/Chinnapong)
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