(a cura di Antonello Sacchi)
Sempre era ciò che era e sempre sarà. Infatti se fosse nato è necessario che prima di nascere non fosse nulla. Ora, se non era nulla, in nessun modo nulla avrebbe potuto nascère dal nulla. Melisso di Samo, sec. V a.C.

Si può dire che finora il folclore sia stato studiato prevalentemente come elemento «pittoresco»… Occorrerebbe studiarlo invece come «concezione del mondo e della vita», implicita in grande misura, di determinati strati (determinati nel tempo e nello spazio) della società, in contrapposizione (anch’essa per lo piú implicita, meccanica, oggettiva) con le concezioni del mondo «ufficiali» (o in senso piú largo delle parti colte della società storicamente determinate) che si sono successe nello sviluppo storico. (Quindi lo stretto rapporto tra folclore e «senso comune» che è il folclore filosofico). Antonio Gramsci, 1891 - 1937, Quaderni del carcere
La pluralità è il presupposto dell’azione umana perché noi siamo tutti uguali, cioè umani, ma in modo tale che nessuno è mai identico ad alcun altro che visse, vive o vivrà. Hannah Arendt, 1906 - 1975, Vita activa, la condizione umana
(Crediti fotografici: iStock.com/Chinnapong)
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