Stiamo ricordando l'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi, il patrono d'Italia. Chi fu veramente colui che conosciamo come il "poverello d'Assisi"? Soprattutto, è corretta l'immagine a noi giunta? E quale, fra le tante più o meno ufficiali?
Il filosofo Massimo Cacciari mette a confronto due differenti interpretazioni fornite dal grande pittore della Basilica di Assisi e del padre della lingua italiana: in un certo modo sia Giotto che Dante, i "maggiori fabbri del volgare europeo" finiscono con il dare una visione parziale del santo, esaltando chi la paupertas funzionale al discorso del Paradiso (Dante), chi il realismo della concretezza francescana (Giotto).

Scrive Cacciari: "Ad Assisi è il cantiere. Vi convengono i novatores da Roma e da Toscana, reagiscono l'uno sull'altro, maestri e aiuti. Pietro Cavallini, che aveva affrescato nella chiesa dell'Ordine a Roma le Storie di san Francesco, e Jacopo Torriti, Cimabue e, più tardi, Giotto, e le loro botteghe. Quanta filologia innamorata del "genio", alla caccia dell'"autografo"! E invece è, piuttosto, communitas francescana all'opera - negli stessi profondi contrasti che ne segnavano l'esistenza. Mani e intenzioni diverse, ma una impresa: imporre il volto di una santità prossima, essenzialmente affine a quella di Gesù, che avvicinandosi a noi ci domina per la sua energia - e non per il suo eterno "vegliare" nella preghiera contemplativa. Una santità, dunque, rappresentabile soltanto attraverso le sue storie. La rappresentazione stessa diviene testimonianza della loro veridicità. Disporre ogni cosa in modo così simile all'originale «che non simile, anzi piuttosto dessa paresse», come dirà il Boccaccio della pittura di Giotto, è perciò necessario affinché il realismo della rappresentazione certifichi la realtà del fatto rappresentato. Il quid est, oggetto e problema dell'icona orientale, lascia il posto al quis est. Solo nella finitezza della creatura, nelle ombre del suo spazio-tempo, la luce si fa visibile. E finalmente ci chiediamo: in questo cantiere dell'intera arte europea dobbiamo saper ascoltare anche la parola di Dante? Il Francesco della doppia chiesa di Assisi può essere trattato in analogia con quello dantesco?"
Occorre andare alla ricerca della vera essenza del santo.
Non sei ancora
iscritto ad ANLA?
Scopri come entrare a far parte dell'Associazione.
Convenzioni
Scopri tutte le offerte e convenzioni riservate esclusivamente agli associati ANLA
scopri di più
Esperienza
La rivista mensile di attualità, cultura e informazione della nostra Associazione. Per i soci anche online.
scopri di piùNewsletter
Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere tutte le notizie e gli aggiornamenti dell'Associazione.