L’importanza della Giornata di studio al CNEL sul rapporto fra Francesco di Assisi e l’economia civile, nata dall’intuizione di un poeta e dall’acume di un accademico e uomo politico, maturerà forse lentamente, per la gran mole di materiale prodotto, ma conquisterà terreno proprio per I contenuti che hanno unito in maniera trasversale persone di idee politiche e di spiritualità differenti. Questo perchè, quando le idee sono valide, non c’è parte che possa dividere. Cosa è dunque l’economia civile? Leonardo Becchetti, docente di Economia politica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nella seconda parte della giornata ha cercato, con il contributo dei relatori intervenuti, di tradurre le radici preziose messe in luce in un precipitato pratico volto alla costruzione del bene comune. Una costruzione che non si fa da soli. “L’economia civile, è un’economia che cerca di capire soprattutto come si fa a passare la palla” sottolinea Becchetti usando una metafora calcistica. Attenzione però ad evitare la trappola: “La trappola della vita pensata come gioco a somma zero. Se l’altro guadagna, io perdo. Allora la relazione diventa competizione: difesa, sospetto, conflitto”.

L’economia civile cambia l’antropologia. Siamo oltre l’homo economicus (sIc! NdR) , la cui soddisfazione dipende solo da più reddito e da più consumo. Parliamo di homo integralis, per cui la felicità nasce da una vita ricca di senso, legami, apertura. Proviamo ad immaginare l’homo integralis al centro di un pentagono costituito da senso della vita, autotrascendenza, connessione con qualcosa di più grande di noi, generatività, relazioni… Si tratta di due visioni della vita a confronto. “I dati empirici dimostrano che l’homo integralis è felice, l’homo economicus no”. Per l’homo integralis, l’appagamento è profondo e duraturo, il benessere è autentico e la vita è piena di significato.
Dall Manifesto for Economic Renaissance, “four main directions of research, plus a fifth concerning interdisciplinarity and our relationship with society” è possibile tracciare un’agenda di economia civile per un Rinascimento economico: persona, impresa, benessere, sussidiarietà e ricerca. Si tratta di andare “oltre”: per la persona, “Oltre l’homo economicus. La persona non è solo massimizzatore: contano reciprocità, relazioni, identità, senso e impatto delle azioni”; per l’impresa, “Oltre la shareholder-only corporation. Impresa come generazione di valore per stakeholder e società: importanza della forma cooperativa, governance plurali, lavoro, impatto oltre il profitto”; per il benessere, “Oltre il PIL. Indicatori multidimensionali di benessere: valore economico, sostenibilità ambientale, qualità della vita e prosperità stabile”; per la partecipazione, “Oltre il dualismo Stato/Cittadino. Sussidiarietà, cittadini attivi e imprese responsabili per affrontare fallimenti di mercato e beni comuni”; per la ricerca, “Oltre neutralità e torri disciplinari. Interdisciplinarità e terza missione: ricerca orientate alla generatività socio- ambientale e al progresso sociale”.

“A ottocento anni dalla morte di San Francesco, il suo messaggio – ha dichiarato Leonardo Becchetti – conserva una sorprendente attualità per ripensare l’economia, le politiche pubbliche e il ruolo dei corpi intermedi nelle grandi transizioni del nostro tempo. La sua esperienza mostra che la fraternità, la cura del creato, la prossimità ai poveri, la sobrietà, la fiducia e la cooperazione non sono virtù private, ma principi capaci di generare istituzioni, comunità e nuove forme di economia. Le grandi sfide del presente non possono essere affrontate né solo dallo Stato né solo dal mercato. Richiedono una nuova architettura di corresponsabilità tra istituzioni pubbliche, imprese responsabili, Terzo settore, famiglie, comunità locali e società civile organizzata. È precisamente qui – ha aggiunto Becchetti – che l’intuizione francescana incontra l’economia civile: il bene comune non nasce dalla somma di interessi individuali, ma dalla capacità di costruire legami, generare fiducia e riconoscere nell’altro non un concorrente o un destinatario passivo di assistenza, ma un fratello, un co-protagonista, un portatore di dignità e di capacità. L’ottavo centenario di San Francesco diventa dunque l’occasione per mostrare che la sua eredità non appartiene solo alla memoria, ma al futuro”.

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