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Corpi intermedi, società civile ed economia sociale: per un governo delle transizioni

(di Antonello Sacchi) È stato presentato lo scorso 23 luglio, nell’ambito dell’Assemblea del CNEL, il libro “Corpi intermedi, società civile ed economia sociale: per un governo delle transizioni” edito da Il Mulino e curato dal presidente del CNEL Renato Brunetta, con Leonardo Becchetti, Flavio Felice, Enrico Giovannini e Giorgio Vittadini.

Il volume “propone una riflessione multidisciplinare sul ruolo dei corpi intermedi nell'Italia contemporanea e sul loro contributo al governo delle grandi transizioni economiche, sociali, tecnologiche e ambientali. L'opera nasce da una ricerca promossa dal CNEL con l'obiettivo di definire in modo scientifico il concetto di corpo intermedio, valorizzarne il ruolo nella vita democratica e individuare strumenti concreti per rafforzarne la funzione nelle politiche pubbliche”.

(Fonte CNEL)

Alla presentazione, la prima di una serie che vedrà al Meeting di Rimini il prossimo appuntamento, sono intervenuti brevemente Leonardo Becchetti, Enrico Giovannini e Giorgio Vittadini. Il presidente Brunetta, nell’introdurli ha sottolineato: “Questa è un'iniziativa CNEL, è un'opera collettiva CNEL, è l'inizio di un percorso CNEL che vuole dotare i corpi intermedi di una “cassetta degli attrezzi” - io l'ho sempre chiamata così, la terminologia è mutuata da Keynes - una cassetta degli attrezzi in parte nuova, in parte antica per fornire ai corpi intermedi - noi ci vantiamo di essere la “casa dei corpi intermedi” - un impianto storico, teorico che comunque ha nel nostro Paese una sua straordinaria origine, quella dell'economia civile”.

Approfondiremo l’argomento nelle prossime newsletter e in Esperienza. Per esigenze di spazio, in questo articolo riportiamo una breve riflessione del prof. Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata che sottolinea il grande cambiamento di paradigma che troviamo anche nel libro, l’economia civile, fatto di quattro cose fondamentali. 

Prof. Leonardo Becchetti (immagine di repertorio)

 

Buttiamo a mare l'Homo Oeconomicus perché è una rappresentazione pessima della persona, crea depressione e mettiamoci l’ Homo integralis: milioni di dati sulla felicità ci dicono che siamo Homo integralis. Le cose più importanti della vita dopo il reddito sono le relazioni, il senso - siamo cercatori di senso - e la generatività: dobbiamo essere generativi, se siamo generativi, siamo felici. Poi è il tema delle imprese, non l'impresa che massimizza il profitto non importa come, ma una pluralità di attori che sono più ambiziosi e non guardano solo al profitto ma anche all'impatto” spiega il prof. Becchetti che continua “gli indicatori sono fondamentali e siamo già passati oltre il PIL, al benessere multidimensionale, ma ci manca l'ultimo miglio della felicità: puoi avere reddito, salute, istruzione ma se passi la vita sdraiato sul divano non sei felice”. È l’articolo 3 parte seconda della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Si tratta di espressività orientata ad un fine che ci appassiona: “noi dobbiamo misurare la felicità dei nostri territori. Lo facciamo con il Festival dell'economia civile, gli indicatori di generatività e la felicità… Quante persone hanno life flourishing nel nostro territorio?”. Infine l’ultimo punto che ci riguarda tutti, direttamente: “la politica economica non la fa solo la BCE ma si fa anche dal basso: cittadinanza attiva, partecipazione, amministrazione condivisa” , commenta il prof. Becchetti “nel libro noi insistiamo sul fatto che c'è una chiave trascurata nella cultura occidentale che è quella della fraternità che chiamiamo intelligenza relazionale che oggi è la chiave per la risposta ai grandi problemi di policy che abbiamo, dalla povertà al tema della non autosufficienza e della salute e da lì, dalla valorizzazione delle relazioni, parte ciò che tiene assieme tutto quanto”.

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