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Anziani, testimoni di speranza

(di Antonello Sacchi) Il testo che il Santo Padre Leone XIV ci ha consegnato per la V Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che potete leggere interamente cliccando qui, introduce un cambio di paradigma: riportare nel perimetro della pienezza della relazione umana la persona anziana

Fonte di saggezza e di esperienza, capace di gratuità e di dono, preghiera vivente nelle difficoltà, la persona anziana come tutti ha bisogno essa stessa di cura e di dono perché stare accanto ad un'altra persona è solo amore. Il Pontefice, con la concretezza umile dei piccoli gesti, lo ha fatto comprendere ancora di più recandosi in visita agli anziani ospiti della Casa di Riposo "Santa Marta" a Castel Gandolfo. Amare si fa con i gesti concreti, non con le parole altisonanti che sono facili a dirsi.

Forte in apertura del messaggio è il richiamo al grande dono giubilare che stiamo vivendo, ancora effettivo e da non dimenticare, e l'appello alla speranza, che è fonte di gioia sempre. Una speranza che nasce da un Incontro, una speranza che appartiene non alla categorie dell'effimero e del tempo, ma a quelle della concretezza e dell'eternità. 

Vive in noi un mai sopito desiderio di immortalità che inconsapevolmente traduciamo nella ricerca di senso. Sant'Agostino voleva essere felice, ma di una felicità vera e piena, che non passa. Proprio una citazione di Agostino ci introduce al cambio di paradigma che Leone propone in questo testo. Il vescovo di Ippona, commentando il salmo 70, scrive: «Cos'è mai questo tempo della vecchiaia? Ti risponde qui Dio: "Oh, venga meno per davvero la tua forza, affinché in te resti la forza mia e tu possa dire con l'Apostolo: Quando sono debole, allora sono forte"».  Le vicende bibliche di Abramo, Sara, Zaccaria, Elisabetta, Mosè ci fanno comprendere che ad ogni età possono accadere cose meravigliose e il pontefice commenta: "Con queste scelte, [Dio] ci insegna che ai suoi occhi la vecchiaia è un tempo di benedizione e di grazia e che gli anziani, per Lui, sono i primi testimoni di speranza".

Qui c'è anche di più. La meraviglia è la molla che fa nascere la filosofia. Lo ricorda Aristotele: "Gli uomini, sia da principio sia ora, hanno cominciato a esercitare la filosofia attraverso la meraviglia. Da principio esercitarono la meraviglia sulle difficoltà che avevano a portata di mano; poi, progredendo così poco alla volta, arrivarono a porsi questioni intorno a cose più grandi, per esempio su ciò che accade alla luna, al sole e agli astri e sulla nascita del tutto" (Metafisica, 982 b10). La meraviglia nasce da un dono ed apre il cuore delle persone anziane che trovano quindi il coraggio di camminare su altre strade. Occorre osservare i segni dei tempi. Non bastiamo a noi stessi, dal Papa siamo richiamati su questo punto a comprendere che "Se dunque è vero che la fragilità degli anziani necessita del vigore dei giovani, è altrettanto vero che l'inesperienza dei giovani ha bisogno della testimonianza degli anziani per progettare con saggezza l'avvenire. Quanto spesso i nostri nonni sono stati per noi esempio di fede e di devozione, di virtù civiche e impegno sociale, di memoria e di perseveranza nelle prove! Questa bella eredità, che ci hanno consegnato con speranza e amore, non sarà mai abbastanza, per noi, motivo di gratitudine e di coerenza".

L'invecchiamento di alcuni Paesi ci spinge a comprendere che un nuovo patto fra generazioni può condurre anche a un nuovo patto fra nazioni, purché ci si ricordi di quel che scriveva Kant: «agisci in modo da trattare l'umanità, sia nella tua persona, sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine, mai solo come mezzo».

La bellezza esteriore è destinata a passare. Abbiamo sete di Assoluto, per riposare il nostro cuore. Gli anziani hanno, nel messaggio di Leone XIV, un compito preciso: "Soprattutto da anziani, dunque, perseveriamo fiduciosi nel Signore. Lasciamoci rinnovare ogni giorno dall'incontro con Lui, nella preghiera e nella santa Messa. Trasmettiamo con amore la fede che abbiamo vissuto per tanti anni, in famiglia e negli incontri quotidiani: lodiamo sempre Dio per la sua benevolenza, coltiviamo l'unità con i nostri cari, allarghiamo il nostro cuore a chi è più lontano e, in particolare, a chi vive nel bisogno. Saremo segni di speranza, ad ogni età".

 

 

 

(Crediti fotografici: iStock.com/Ridofranz)

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