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A cavallo tra Italia, Svezia e Inghilterra: storia di una famiglia multiculturale

(Benedetta Landi) Grazie alla stesura del terzo Rapporto ANLA sui nonni è stato possibile creare importanti connessioni con famiglie italiane all’estero e con Associazioni che si occupano di supportare queste famiglie nonché di mantenere vive la lingua, la cultura e le tradizioni italiane anche oltre i confini del nostro Paese. Attraverso la newsletter stiamo pubblicando alcuni stralci delle interviste realizzate e alcuni approfondimenti su tematiche connesse all’espatrio e sulla vita all’estero, che sarà poi possibile leggere in versione integrale all’interno del Rapporto ANLA 2026, in uscita a ottobre. Oggi desideriamo condividere la storia di Silvia, una ragazza italo-svedese che vive con il marito inglese e i tre figli in Svezia:

«La mia è una famiglia multiculturale: io sono italo-svedese e mio marito è inglese. È un grande mix di lingue e spesso le mischiamo tutte e tre nella stessa frase. Ormai per noi è del tutto naturale. I miei figli parlano svedese e inglese come madrelingua e capiscono bene l’italiano. Direi che culturalmente si sentono principalmente svedesi, perché viviamo a Stoccolma ed è qui che stanno crescendo, vanno a scuola e vivono la loro quotidianità. Però sono anche molto fieri delle loro origini italiane e inglesi. In Svezia i bambini possono avere un’ora a settimana di “hemspråk”, cioè lingua madre, e noi abbiamo scelto l’italiano perché sentiamo che è la lingua che hanno più bisogno di mantenere e sviluppare. L’inglese qui in Svezia è molto presente nella vita quotidiana: i bambini crescono ascoltandolo continuamente attraverso film, serie TV e musica, quindi viene quasi naturale impararlo. 

Abbiamo scelto la Svezia soprattutto perché pensavamo fosse un ottimo Paese in cui crescere dei figli. Inoltre avevamo già dei contatti qui ed è sempre stato un mio desiderio tornare a vivere a Stoccolma, dove ho anche delle radici familiari. Quando ci siamo trasferiti nel 2012 avevamo già trovato casa e lavoro grazie all’aiuto di mia nonna, quindi il trasferimento è stato molto più semplice e meno stressante. Avere già una base sicura ci ha aiutati tantissimo. Cerchiamo comunque di tornare regolarmente sia in Italia che in Inghilterra per vedere la famiglia. 

Stoccolma

 

In Italia veniamo almeno una volta all’anno, soprattutto d’estate, mentre con la parte inglese della famiglia cerchiamo di organizzarci quando possibile durante l’anno. Dal punto di vista culturale ci siamo adattati molto bene alla vita qui in Svezia, anche se ci sono alcune cose dell’Italia che ci mancano tanto. Ci manca soprattutto la cultura più aperta italiana, il fatto di poter parlare facilmente con le persone anche senza conoscerle. In Italia è normale fare due chiacchiere al bar, sull’autobus o al mercato, mentre qui in Svezia le persone tendono a essere più riservate. Anche il rapporto con il cibo è diverso: ci manca poter andare al mercato e comprare frutta e verdura fresca e davvero di stagione. Qui si trova tutto tutto l’anno, ma spesso il sapore non è lo stesso. Allo stesso tempo però ci troviamo molto bene in Svezia. Il sistema funziona bene, c’è meno burocrazia e la vita quotidiana è più semplice, soprattutto quando si hanno dei figli. La scuola e il lavoro sono organizzati molto bene e questo ci dà una grande tranquillità.

Secondo me vivere in una famiglia multiculturale è una grande ricchezza. I bambini crescono parlando più lingue e imparano fin da piccoli che esistono modi diversi di vivere, pensare e comunicare. Penso che questo li renda più aperti, curiosi e adattabili. Anche noi adulti impariamo continuamente gli uni dagli altri. A casa nostra convivono tradizioni diverse, modi diversi di vedere le cose e anche diversi sensi dell’umorismo, ed è qualcosa che arricchisce tutta la famiglia. Ovviamente ci sono anche delle difficoltà. A volte non è facile mantenere vive tutte le lingue nella quotidianità, soprattutto l’italiano vivendo in Svezia. Inoltre vivere lontani dalla famiglia può essere pesante, specialmente quando i bambini crescono senza poter vedere spesso i nonni e i parenti.

Le mie radici italiane sono molto importanti per me e cerco di trasmetterle ai miei figli soprattutto attraverso le piccole cose quotidiane. Cuciniamo spesso cibo italiano, ascoltiamo musica italiana e cerchiamo di mantenere vive certe tradizioni di famiglia. Per i miei figli l’Italia significa estate, gelato, spiaggia e tempo con i nonni e i parenti. Veniamo ogni estate a trovare la famiglia ed è una cosa molto importante per me, perché voglio che abbiano un legame con le loro origini italiane. Racconto spesso di quando sono cresciuta in Italia e delle differenze tra la scuola italiana e quella svedese, oppure delle abitudini e tradizioni che avevamo. A volte però penso che per loro sia una realtà molto lontana, perché stanno crescendo in un contesto completamente diverso. Nonostante questo sono molto curiosi e fanno spesso domande sull’Italia e sulla mia infanzia.»

 

 

Crediti fotografici: iStock.com/ scanrail 

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