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1946-2026: 80 anni di Repubblica Italiana

(di Antonello Sacchi, direttore di Esperienza) Il 2 (e 3) giugno 1946 gli italiani furono chiamati ad una scelta fondamentale sulla forma istituzionale dello stato: Monarchia o Repubblica? Gli italiani scelsero a maggioranza la forma repubblicana. 

Vogliamo vivere questo "compleanno" della Repubblica dialogando con il professor Damiano Nocilla, classe 1942, dal 2019 presidente centrale dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Il professor Nocilla è stato dal 1982 al 1983, sotto i Governi Fanfani e Craxi, Capo dell'Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Rientrato in Senato, è nominato Vice Segretario generale nel 1986 e, quindi, Segretario generale nel 1992 sotto la Presidenza Spadolini. Nel 2002 è diventato Consigliere di Stato. Dal 2006 al 2008 ha diretto il Dipartimento per le Riforme istituzionali della Presidenza del Consiglio.

Damiano Nocilla

 

Pubblichiamo un estratto dell'intervista che sarà disponibile integralmente nel prossimo numero di Esperienza.

Lei è docente universitario, servitore di primo piano dello Stato, ha vissuto da protagonista anni complessi e difficili dello Stato. Che ricordi ha?

No, io protagonista mai. Io oso dire, scherzando, di essere stato "un cameriere partecipante", nel senso che stavo lì silente, ascoltavo e poi casomai in un secondo momento commentavo con un presidente... Dei presidenti con cui ho lavorato non dico nulla per la semplice ragione che potrei fare torto a qualcuno. Ognuno aveva le sue caratteristiche, il suo modo di interpretare il ruolo. Ho cercato di fare il mio dovere, se bene o male lo giudicheranno gli altri. Certo, gli anni erano difficili, ci sono state molte vicende anche complesse. Però le devo dire che si viveva in un clima di sicurezza. Insomma, i problemi c'erano ma si sapeva che si potevano affrontare, quello che non si vedeva e che però piano piano si cominciava a percepire era il senso di stanchezza di questo paese che io ho iniziato a cogliere dal 2001. Il paese stava perdendo quello che io invece ho visto quando ero giovane: l'entusiasmo del lavoro, la dignità, il senso della dignità del lavoro, il lavoro che nobilita. Oggi il lavoro è diventato una cosa noiosa, la gente non ha più questa voglia di ripresa che l'Italia dopo la guerra ha avuto per un certo numero di anni. Io ho visto da giovane il clima del dopoguerra, un paese distrutto, un paese dove la miseria era tanta. E ho visto poi il paese piano, piano progredire fino agli anni del miracolo economico. Forse è stata una crescita convulsa, non ordinata, non programmata, però è stata una crescita: e che crescita! Quando andavamo all'estero, specialmente nei paesi allora comunisti, ci si rendeva conto di che differenza c'era di crescita e di entusiasmo.Poi però, piano piano, questo entusiasmo è venuto scemando. Io riconosco che uno dei sintomi del graduale attenuarsi del sentimento di avere un comune destino è stata la perdita del senso della religiosità, dell'autocoscienza e della responsabilità: in qualche modo quel paese si sta disgregando.

80 anni di Repubblica Italiana: professore, lei come ne parlerebbe ai giovani?

Questa è la domanda forse più difficile. Io li inviterei a considerare uno per uno i valori emergenti dalla Costituzione e li inviterei anche a dirmi che cosa di quei valori li stimola e li inviterei a meditare. Io inviterei i miei colleghi costituzionalisti a riflettere sulla possibilità di fare un manuale che non sia esposto secondo lo schema tradizionale ma secondo i valori: democrazia, la divisione dei poteri, la libertà di coscienza, la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà di riunione e, insieme,  il bilanciamento fra questi valori. Parliamo di libertà di riunione: bene, però accanto al valore della libertà di riunione, c'è il valore di non danneggiare la proprietà pubblica o la proprietà altrui. C'è il valore, diciamo così, della libertà di manifestazione del pensiero, ma c'è anche un valore del pudore e così via. Ai giovani direi "vediamo come li possiamo bilanciare". Verrebbero fuori cose strane ma secondo me sarebbe un buon percorso da affrontare.

 

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