Petizione Popolare 2003: la nostra proposta


LA NOSTRA PROPOSTA


Al Parlamento italiano, ai sensi e per gli effetti dell’art. 50 della Costituzione, tramite la Camera dei Deputati come previsto all’art. 109 del relativo Regolamento, è presentata dai cittadini elettori, che l’hanno sottoscritta negli appositi moduli di raccolta delle firme di adesione nell’intento di fare chiarezza e trasparenza nella politica sociale e previdenziale italiana in un contesto di ingiuste e disinformate critiche alle pensioni ed ai pensionati, la seguente


La Camera dei Deputati è invitata a discutere e ad approvare con urgenza un provvedimento di legge, da trasmettere successivamente al Senato della Repubblica per la definitiva entrata in vigore, oppure ad approvare con carattere di urgenza una risoluzione diretta al Governo per impegnarlo ad emanare propri atti normativi,

AFFINCHE’


nel sistema sociale italiano venga introdotta una reale, autentica, effettiva separazione tra la previdenza e l’assistenza, in modo che le attività istituzionali e le prestazioni di natura propriamente pensionistica, derivate cioè da contribuzione obbligatoria sul lavoro, siano di competenza di enti pubblici distinti e diversi, come bilanci, gestione e responsabilità, da un istituto preposto alla gestione di tutti gli interventi assistenziali dello Stato.


Pertanto i cittadini elettori firmatari

CHIEDONO CHE:


1. dall’Inps e dall’Inpdap sia stralciata la gestione di tutti gli interventi assistenziali, quali pensioni di invalidità, assegni sociali, pensioni di inabilità, trattamenti di integrazione salariale e di disoccupazione, altri ammortizzatori sociali e simili;

2. si costituisca presso il Ministero del Lavoro (o la Presidenza del Consiglio dei Ministri) il Dipartimento per l’assistenza sociale, con compiti di gestione e di responsabilità di tutto il comparto dell’assistenza pubblica e dotato di un proprio autonomo bilancio;

3. l’Inps, qualora dovesse risultare antieconomico lo scorporo dalle entrate contributive della parte destinata all’assistenza (per esempio oneri obbligatori delle imprese per la Cassa integrazione), si limiti nella gestione degli interventi assistenziali a svolgere la funzione di esattore per conto dello Stato;

4. confermi all’Inps il pagamento delle pensioni integrate al minimo, prevedendo però un apposito capitolo nel bilancio della gestione finanziaria, ove siano evidenziati gli importi corrisposti a titolo di pensione (maturata dal lavoratore con i contributi obbligatori) distintamente da quelli di natura assistenziale in quanto erogati a titolo di integrazione al vigente minimo pensionistico.